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Storia della Bibbia: la Bibbia dei settanta

Storia della Bibbia, La Bibbia dei SettantaStoria della Bibbia
La Bibbia dei Settanta
Generalità
La Bibbia dei Settanta, comunemente indicata come LXX, è la più vecchia versione
greca del Vecchio Testamento della Bibbia; il titolo "settanta" si riferisce
alla tradizione secondo la quale questa era l’opera di 70 traduttori (o di 72 in
alcune tradizioni). La traduzione fu fatta durante il periodo 275 – 100 a.c.
dalla Bibbia ebraica e dagli ebrei ellenistici. ad Alessandria. Inizialmente La
Bibbia dei Settanta fu ampiamente usata dagli ebrei di lingua greca, ma la sua
adozione da parte dei cristiani, che la utilizzavano preferendola all’originale
ebraico, suscitò l’ostilità fra gli ebrei, che smisero di servirsene all’incirca
attorno al 70 d.C. Ancora è utilizzata dalla Chiesa Ortodossa Greca.
La Bibbia dei Settanta contiene i libri della Bibbia Ebraica, i Deuterocanonici
- vale a dire quelli non nella versione ebraica ma accettati dalla Chiesa
Cristiana – e gli Apocrifi. I manoscritti antichi di Qumran suggeriscono che La
Bibbia dei Settanta spesso seguiva un testo ebreo differente da quello
autorevole attuale. In questo modo il suo valore per la critica testuale si è
intensificato. La Bibbia dei Settanta fornisce un’interpretazione degli scenari
culturali ed intellettuali del giudaismo ellenistico.
Norman K. Gottwald
Bibliografia
C H Dodd, The Bible and the Greeks (1935); S Jellicoe, The LXX and Modern
Studies (1968).
La Bibbia dei Settanta
Generalità
Bibbia dei Settanta è il nome dato all’antica traduzione greca del Vecchio
Testamento ebraico. Il termine è derivato dalla parola latina Septuaginta
("settanta"; da cui la consueta abbreviazione LXX), che si riferisce ai 70 (o
72) traduttori che si credeva una volta essere stati nominati dall’alto
sacerdote ebreo dell’epoca, per volere dell’imperatore ellenistico Tolomeo II,
al fine di rendere in Greco la Bibbia Ebraica.
La leggenda dei 70 traduttori contiene un elemento di verità, dato che la Torah
(i cinque libri di Mosé -da Genesi a Deuteronomio) probabilmente era stata
tradotta in Greco, attorno al terzo secolo avanti Cristo, per rispondere alle
esigenze di lingua greca degli ebrei fuoriusciti dalla Palestina i quali non
erano più in grado di leggere le loro Scritture in lingua ebrea originale. La
traduzione dei restanti libri del Vecchio Testamento ebraico, l’aggiunta ad esso
di libri e di parti dei libri (gli Apocrifi) e la produzione finale del Vecchio
Testamento in greco, come la Bibbia della prima chiesa cristiana, costituiscono
una storia molto complicata. Poiché La Bibbia dei Settanta, più del testo
ebraico, divenne la Bibbia della chiesa alle origini, vennero fatte verso il
terzo secolo altre traduzioni ebree della Bibbia Ebraica già resa in greco;
queste sono ancora esistenti soltanto in frammenti e la loro storia è ancora più
oscura di quella della Bibbia dei Settanta.
Rev. Bruce Vawter
Vulgata
Generalità
La Vulgata (edizione in latino volgare, "edizione popolare") è l’edizione della
Bibbia Latina che fu dichiarata autentica "dal Concilio di Trento. Il nome
originariamente fu dato "all’edizione comune" della greca Bibbia dei Settanta
usata dai primi Padri della chiesa. Successivamente fu assegnato alla vecchia
versione in latino (Itala) sia del Vecchio che del Nuovo Testamento che venne
largamente usata durante i primi secoli nella chiesa occidentale. L’attuale
Vulgata prodotta è fondamentalmente opera di S. Gerolamo, un Dottore della
Chiesa.
Inizialmente S.Gerolamo usò La Bibbia dei Settanta in greco per la sua
traduzione del Vecchio Testamento, ivi incluse le parti degli Apocrifi;
successivamente consultò i testi ebraici originali. Egli produsse tre versioni
dei Salmi, chiamate Romano, Gallicano ed Ebreo. Il Libro dei Salmi Gallicano,
basato su una trascrizione greca di un testo ebraico, ora è compreso all’interno
della Vulgata. Su richiesta di Papa Damaso I, nel 382 Gerolamo precedentemente
aveva intrapreso una revisione del Nuovo Testamento. Egli corresse completamente
il Vangelo; è controverso se le leggere revisioni fatte sul resto del Nuovo
Testamento siano sua opera.
Nei 12 secoli successivi, il testo della Vulgata fu tramandato con sempre minore
accuratezza. Il Concilio di Trento (intorno al 1550) riconobbe l’esigenza di un
testo latino autentico ed autorizzò una revisione delle inquinate edizioni già
esistenti.
Questa revisione costituisce il testo latino di base ancora usato dagli
studiosi. Nel 1977 ne venne in gran parte completata una moderna modifica, su
richiesta di papa Paolo VI come conseguenza del Concilio Vaticano II. Questa è
stata usata per comporre i nuovi testi liturgici in latino che erano di base per
le liturgie vernacolari raccomandate dal Concilio.
Altre Versioni
Informazioni particolareggiate
Una Versione è una traduzione delle sacre Scritture. Questa parola non si trova
nella Bibbia; tuttavia, poiché in questa trattazione vengono fatti frequenti
riferimenti a varie versioni antiche così come a quelle moderne, sembra giusto
fare un breve resoconto circa le più importanti di queste. Queste versioni sono
aiuti importanti per una giusta interpretazione della parola divina. (vedi sotto
l’articolo sul Pentateuco Samaritano)
  Il Targum
Dopo il ritorno dalla Cattività, gli ebrei, non più abituati all’antica loro
lingua, chiesero che le loro Scritture venissero tradotte per loro in lingua
caldea o aramaica e venissero interpretate. Queste traduzioni e parafrasi furono
dapprima orali, ma successivamente vennero ridotte a scrittura e in questo modo
arrivarono a noi i targum, cioè, "versioni" o "traduzioni". I principali di
questi sono:
  (1) Il Targum di Onkelos, cioè, il targum di Akelas=Aquila, un targum
  cosiddetto per la popolarità più grande rispetto alla traduzione greca di
  Aquila sotto menzionata. Questo targum originò circa nel secondo secolo dopo
  Cristo. Altri studiosi dicono che dati al 60 a.C. Questo Targum include il
  testo ebraico del Pentateuco. Le più vecchie copie attuali sembrano provenire
  all’incirca dal 500 d.C.
  (2) il Targum di Jonathan ben Uzziel è prossimo a quello di Onkelos per età e
  valore. Tuttavia è più una parafrasi sui Profeti che una traduzione. Si pensa
  che sia all’incirca del 30 a.C. Questo Targum contiene i libri storici del
  Vecchio Testamento e dei Profeti. Le più vecchie copie attuali sembrano
  provenire all’incirca dal 500 d.C.. E’ scritto in aramaico.
Entrambi i targum furono pubblicati dalla scuola ebrea che allora era fiorente a
Babilonia.
Le Versioni Greche
(1) La più vecchia di queste è La Bibbia dei Settanta, citata solitamente come
LXX. L’origine di questa, la più importante di tutte le versioni, è avvolta in
un grande mistero. Deriva il relativo nome dalla nozione popolare che
settantadue traduttori vennero impiegati su di essa sotto la direzione di
Tolomeo II Filadelfo, re d’Egitto e che venne compiuta in settantadue giorni, a

beneficio degli ebrei che risiedevano in quel paese. Non vi è una certezza
storica per questa nozione. Tuttavia è un fatto stabilito che questa versione fu
fatta ad Alessandria, che venne cominciata verso il 280 a.C. e completata circa
nel 200 o 150 a.C., che era il lavoro di un certo numero di traduttori che
differivano notevolmente sia nella loro conoscenza dell’Ebreo che del Greco e
infine che sin dai tempi più antichi portava il nome di "Bibbia dei Settanta",
cioè, "i settanta."
Questa versione, con tutti i relativi difetti, è del massimo interesse:
(a) come conservazione dell’evidenza che il testo era molto più antico dei più
vecchi manoscritti ebraici;
(b) come dimostrazione dei mezzi con cui la lingua greca era congiunta al
pensiero ebraico;
(c) come fonte della maggioranza delle citazioni dal Vecchio Testamento da parte
degli scrittori del Nuovo Testamento.
(2) Aquila, chiamato Aquila di Ponto (attivo nel 130 d.C.), tradusse il Vecchio
Testamento in Greco. Nacque a Sinope nel Ponto (ora Sinop in Turchia). La sua
traduzione dal Vecchio Testamento era così letterale che gli ebrei del suo tempo
lo preferirono alla versione della Bibbia dei Settanta, così come anche la setta
degli ebrei-cristiani chiamati Ebioniti. I frammenti restanti della versione
possono essere trovati nell’Esapla del teologo Origene d’Alessandria.
(3) i Manoscritti del Nuovo Testamento ricadono in due suddivisioni,
  Onciale, scritti in maiuscole greche, senza alcuna distinzione fra le
  differenti parole e pochissima anche fra le diverse righe; e
  Corsivo, in piccole lettere greche, era una forma di scritto "dalla mano
  scorrevole" in cui le lettere erano connesse come nella nostra calligrafia.
  Questo scritto era costante scriptio continua, senza interruzioni per parole o
  righe o versi. E’ chiamata anche scrittura minuscola.
Il cambiamento fra i due generi di scrittura del Greco avvenne circa verso il
decimo secolo.
Soltanto cinque manoscritti del Nuovo Testamento che si avvicinano alla totalità
sono più antichi di questa data di divisione:
  Il primo, numerato A, è il Manoscritto d’Alessandria. Sebbene portato in
  questa città da Cirillo Luca, patriarca di Constantinopoli, come regalo per
  Carlo I, si crede che sia stato scritto non in quella capitale ma ad
  Alessandria da cui il relativo titolo. Attualmente viene datato nel quinto
  secolo d.C.
E’ chiamato anche Codice Alessandrino. Contiene quasi l’intera Bibbia.
  Il secondo, conosciuto come B, è il Manoscritto Vaticano. (vedi l’articolo sul
  Codice Vaticano, sotto).
  Il terzo, C, o Manoscritto di Efrem, era così detto perché fu scritto sopra le
  scritture di Efrem – un autore teologico siriano- una pratica molto corrente
  in epoche in cui i materiali erano limitati e costosi. Si crede che appartenga
  al quinto secolo e forse ad un periodo un po’ precedente rispetto al
  manoscritto A. E’chiamato anche Codice di Efrem. In esso sono rappresentati
  quasi tutti i libri della Bibbia.
  Il quarto, D, o Manoscritto di Beza, era così chiamato perché appartenne al
  riformatore Beza, che lo trovò nel monastero di Sant’Ireneo a Lione nel 1562
  d.C. è imperfetto ed è datato nel sesto secolo. E’chiamato anche Codice di
  Beza. Questo manoscritto contiene i Vangeli e gli Atti sia in Greco che in
  Latino.
  Il quinto (chiamato Aleph) è il Manoscritto Sinaitico. (vedi l’articolo sul
  Codice Sinaitico, sotto)
Le Versioni Siriache
  Vecchia Versione Siriaca. Contiene i quattro Vangeli, e fu copiata circa verso
  il quarto secolo. A
tutt’oggi ne esistono due copie.
  Pescitta Siriaca. Questa era la versione siriana classica, creata circa tra il
  150-250 d.C. A tutt’oggi
esistono più di 350 copie di esso.
  Siriaca Palestinese. Attorno al 400-450 d.C.
  Filosseniana. Attorno al 508 d.C. Policarpo fece questa traduzione.
  Harkleian Siriaca. Del 616 d.C. a cura di Tommaso di Harkel. (vedi l’articolo
  sulle versioni siriache,
sotto).
Le Versioni Latine
Una versione latina delle Scritture, chiamata "il Latino antico" che proveniva
dall’Africa del nord, era d’uso comune nel periodo di Tertulliano (150 d.C). Di
questo sembrano essere state fatte varie copie o recensioni. Al giorno d’oggi ne
esistono circa 50 copie. Non si conosce la data di quelle copie.
Una versione latina fatta in Italia e chiamata Itala, fu ritenuta la più
accurata. Questa traduzione del Vecchio Testamento sembra essere stata fatta non
dall’Ebreo originale ma dalla LXX. Questa versione venne notevolmente corrotta
da ripetute trascrizioni e per rimediare al danno, Gerolamo (329-420 d.C.) fu
invitato da Damaso, il Vescovo di Roma, ad intraprenderne una revisione
completa. Gerolamo completò l’operazione attorno all’anno 384 d.C. Questa
incontrò inizialmente opposizione, ma alla lunga, nel settimo secolo, venne
riconosciuta come la versione "Vulgata". La parola vulgata significa comune o
popolare. Al giorno d’oggi esistono più di 10.000 copie del manoscritto della
Vulgata.
La Bibbia Vulgata apparve in forma stampata circa nel 1455 d.C., come il primo
libro mai uscito fuori dalla stampa tipografica. Il Concilio di Trento (1546) la
dichiarò "autentica." Successivamente subì varie revisioni, ma quella che fu
eseguita (1592) con l’approvazione di papa Clemente VIII venne adottata come
base di tutte le edizioni successive. Questa è considerata come l’originale
sacro nella chiesa cattolica romana.
Tutte le versioni europee moderne sono state più o meno influenzate dalla
Vulgata. Questa versione recita l’ipsa anziché ipse in Gen. 3:15, "essa ti
schiaccerà la testa".
Altre Versioni Latine
  Africana in Latino antico o Codex Babbiensis anno 400 d.C.
  Codex Corbiensis. 400-500 d.C. Contiene i quattro Vangeli.
  Codice Vercellensis. Anno 360.
  Codex Palatinus. Quinto secolo d.C.
Altre Versioni
Ci sono numerose altre versioni antiche che sono di particolare importanza per i
critici biblici, ma che non abbiamo bisogno di commentare in modo particolare,
come:
  l’Etiopica . Quarto secolo, dalla LXX greca; Più di 2.000 copie del
  manoscritto di questa esistono
oggi. Alcuni studiosi dicono sia del sesto secolo.
  di Memphis. Circolata nel Basso Egitto verso il quarto secolo e dal Greco.
  Tebaica. Designata per l’Alto Egitto, del quarto secolo, dal Greco.
  Sahidica. Dei primi del terzo secolo in Egitto
  Bohairica. Quarto secolo. Oggi esistono circa 100 copie del manoscritto.
  Egiziana Centrale. Del quarto o quinto secolo.
  Gotica, scritta in lingua tedesca, ma con l’alfabeto greco, da Ulphilas (morto
  nel 388 d.C.), di cui
rimangono soltanto frammenti del Vecchio Testamento; oggi ne esistono circa 6
testi parziali.
  Armena, attorno al 400 d.C.; esistono oggi circa 2.600 copie del manoscritto.
  Tradotta da una Bibbia
Greca.
  Slava, nel nono secolo, per l’antica Moravia. Ne esistono oggi oltre 4.000
  copie di manoscritti.
  Ara
ba. Oggi esistono circa 75 copie del manoscritto.
  Persiana. Oggi esistono soltanto 2 copie del manoscritto.
  Anglo-Sassone. Oggi esistono sette copie del manoscritto.
  Georgiana . Del quinto secolo.
  Nubiana. Del sesto secolo.
Le Versioni Inglesi
La storia delle versioni inglesi comincia correttamente con Wyckliffe (intorno
all’anno 1384 d.C.). Ma molto prima intorno al 650 d.C., Caedmon scrisse molti
dei passaggi centrali della Bibbia sotto forma di Poemi Sassoni. Intorno al 700
d.C., due vescovi, Eadhelm ed Egbert fecero traduzioni sassoni piuttosto grezze
dei Salmi e dei Vangeli.
Parti delle Scritture furono rese in Sassone (come il Vangelo secondo Giovanni,
da Bede, 735 d.C.), (di molto migliore qualità) ed anche in Inglese (da Orme,
chiamata l’"Ormulum" una parte dei Vangeli e degli Atti sotto forma d’una
parafrasi metrica, verso la fine del settimo secolo), molto prima di Wyckliffe;
ma è a lui che appartiene l’onore di aver per primo reso l’intera Bibbia in
Inglese (1384 d.C.). Questa traduzione fu fatta dalla Vulgata e rende Gen. 3:15,
secondo quella versione, come "essa ti schiaccerà la testa".
Questa versione era molto pomposa e meccanica nello stile. è probabile che ne
vennero fatte soltanto un centinaio di copie, perché la stampa tipografica
ancora non era stata inventata. Ogni copia veniva laboriosamente e
meticolosamente copiata a mano. Ci sono attualmente ancora centosettanta copie
esistenti.
Nel 1454, Giovanni Gutenberg sviluppò la stampa tipografica a caratteri mobili.
Ciò permise che tutte le successive versioni della Bibbia fossero stampate in
quantità molto più grandi. Non sembra una coincidenza che Martin Lutero e la
Rivoluzione Protestante cominciarono subito dopo (1517), giacché un numero molto
più grande di studiosi ora aveva facilmente accesso ai testi biblici.
Questa fu seguita dalla traduzione del Tyndale (1525-1531) (questa traduzione si
basava sul’originale Greco del Nuovo Testamento e fu tradotta in inglese libero
idiomatico; quando fu prodotto il KJAV quasi un secolo più tardi (1611), un
terzo di esso manteneva le espressioni del Tyndale ed il resto manteneva la sua
struttura letteraria generale); quella di Miles Coverdale (1535-1553); e di
Thomas Matthew (1537), in realtà, tuttavia, opera di John Rogers, il primo
martire sotto il regno della regina Maria. Questa fu propriamente la prima
versione autorizzata poiché Enrico VIII aveva ordinato che ve ne fosse una copia
in ogni chiesa.
Questo avvenne in meno di un anno dopo che Tyndale fu martirizzato per il
crimine di aver tradotte le Scritture. Nel 1539 Richard Taverner pubblicò
un’edizione riveduta della Bibbia di Matteo.
La cosiddetta Grande Bibbia, per via del formato grande, chiamata anche la
Bibbia del Cranmer, venne pubblicata nel 1539 e nel 1568.
Nel senso più stretto, la Grande Bibbia è "l’unica versione autorizzata; perchè
la Bibbia dei vescovi e la bibbia attuale [la Versione Autorizzata] non ebbe mai
la ratifica formale da parte dell’autorità reale." Dopo nell’ordine vi era la
Versione di Ginevra (1557-1560) (la prima versione che riconosceva la divisione
del testo in versi); la Bibbia dei Vescovi (1568); le Versioni di Douai e di
Reims, sotto gli auspici cattolici (1582, 1609) (tuttora la Bibbia cattolica
ufficiale); la Versione Autorizzata (1611) (la versione largamente più diffusa,
chiamata anche Versione Autorizzata da Re Giacomo[ KJAV]; opera di
quarantacinque studiosi di Oxford, Cambridge e Westminster, di cui un certo
numero di revisioni vennero presto fatte, nel 1613, 1629, 1638, 1762 e 1769); e
la Versione Modificata del Nuovo Testamento nel 1880 e del Vecchio Testamento
nel 1884. I due testi vennero uniti e chiamati La Versione Inglese Modificata
(1885).
(Easton Illustrated Dictionary)
Più recenti versioni popolari inglesi
Generalità
La Versione Ufficiale Americana (1901, 1946, 1957); la Sacra Bibbia; la Versione
Ufficiale Modificata (1946 [ NT ], 1952 [ VT ], 1971); la Bibbia vivente (1971);
la Nuova Versione Internazionale (NIV) (1973, 1978, 1984); la Versione Inglese
semplice (1978, 1980); la Nuova Versione di Re Giacomo (1982); e la Piccola
Bibbia (1988), hanno tutte ricevuto una vasta accoglienza da vari gruppi e
confessioni cristiani.
E ancora:
La Traduzione letterale della Sacra Bibbia (la prima, 1887, ristampata 1953); Il
Nuovo Testamento del Ventesimo Secolo (1901); Il Nuovo Testamento Storico
(Moffatt, 1901); Il Nuovo Testamento in lingua moderna (Weymouth, 1903); la
Sacra Bibbia – Un’Edizione Migliorata (Amer. Baptist Publication Society, 1913);
La Bibbia – Una Nuova Traduzione (Moffatt, 1922); Il Nuovo Testamento, una
traduzione Americana (Goodspeed, 1923); Bibbia, una traduzione americana
(Goodspeed, 1931); Il Nuovo Testamento (Williams, 1937); Lettere alle giovani
chiese (Phillips, 1948) (parafrasi delle Epistole del Nuovo Testamento); I
Vangeli (Phillips, 1953) (parafrasi popolari tra i giovani); La versione di
Berkeley della Bibbia (Verkuyl, 1959),
hanno popolarità per vari motivi, solitamente il lessico comune o la traduzione
estremamente attenta.
Pentateuco Samaritano
Informazioni particolareggiate
Al ritorno dall’esilio, gli Ebrei a Gerusalemme rifiutarono la partecipazione
dei Samaritani con loro nel culto, separarono questi ultimi da ogni comunanza
con loro e costruirono un tempio per sé stessi sul monte Gerizim. Questo tempio
era stato raso al suolo più di cento anni prima di Cristo. Fu quindi istituito
un sistema di culto simile a quello del tempio a Gerusalemme. Questo era fondato
sulla Legge, copie delle quali erano state moltiplicate in Israele così come in
Giuda.
In questo modo il Pentateuco fu conservato fra i Samaritani, anche se non lo
chiamarono mai con questo nome, ma sempre :quot;La Legge" che essi leggevano
come un libro. La divisione in cinque libri, così come ora la abbiamo, è stata
tuttavia adottata dai Samaritani per motivo di convenienza, come se lo fosse
stata dagli Ebrei, in tutte le loro copie dei sacerdoti "della Legge". Questa fu
l’unica parte del Vecchio Testamento che venne accettato dai Samaritani come
proveniente da autorità divina.
La forma delle lettere nelle copie del manoscritto del Pentateuco Samaritano è
differente da quella delle copie ebraiche ed è probabilmente la stessa di quella
che era in uso generale prima della Cattività. Ci sono altre caratteristiche
nella scrittura che non è necessario qui specificare. Nelle letture di molte
frasi ci sono differenze importanti fra l’Ebreo e le copie del Pentateuco
Samaritano.
Su circa duemila casi in cui il Samaritano ed i testi ebrei differiscono, la LXX
coincide con il P.S. Il Nuovo Testamento anche quando cita il Vecchio
Testamento, si accorda, in generale, con il testo Samaritano, laddove questo
differisce dalla versione Ebrea. Così Ex. 12:40 nel Samaritano si legge: "Ora il
soggiorno dei figli d’Israele e dei loro padri che avevano abitato nella terra
di Canaan e nell’Egitto fu di quattrocentotrenta anni" (confr. Gal. 3: 17). Si
può notare che la LXX si legge come questo testo.
(East
on Illustrated Dictionary)
Codice Sinaitico
Informazioni particolareggiate
Il Codice Sinaitico, indicato solitamente dalla prima lettera dell’alfabeto
ebraico, è uno dei più importanti degli antichi manoscritti del Nuovo Testamento
greco. Venne scoperto dal Dott. Tischendorf nel 1859 in occasione di una terza
visita al convento di S. Caterina sul monte Sinai. In una visita precedente, nel
1844, egli aveva trovato quarantatré fogli di pergamena dei LXX, che aveva
depositato nella biblioteca dell’università di Lipsia, sotto il titolo di Codex
Frederico-Augustanus, secondo il suo patrono reale, il re di Sassonia. Durante
l’anno citato (1859) l’imperatore di Russia lo mandò a proseguire le sue
ricerche dei manoscritti, convinto che dovessero trovarsi nel convento del
Sinai.
La storia del suo ritrovamento del manoscritto del Nuovo Testamento ha tutta
l’autorità di un romanzo. Egli raggiunse il convento il 31 gennaio; ma le sue
ricerche sembravano infruttuose. Il 4 febbraio aveva deciso di ritornare a casa
senza aver ottenuto il suo scopo. "quel giorno mentre camminava con il priore
del convento, parlò con molto rammarico del suo insuccesso. Ritornando dalla
loro passeggiata, Tischendorf accompagnò il monaco nella sua stanza e lì gli fu
mostrata quella che il suo confratello chiamava una copia dei LXX, che lui,
l’evanescente fratello possedeva. Il manoscritto era avvolto in un pezzo di
vestito e quando venne srotolato, con sorpresa e piacere del critico si presentò
il documento stesso che egli aveva perso ogni speranza di vedere.
Il suo scopo era stato quello di completare i frammentari LXX del 1844, che
aveva dichiarato essere i più antichi di tutti i codici greci su pergamena
esistenti; ma egli trovò non soltanto quello ma una copia del Nuovo Testamento
Greco allegata, della stessa epoca e perfettamente completa, non mancando
neanche una singola pagina o paragrafo." Dopo alcune trattative egli ottenne il
possesso del prezioso frammento e lo cedette all’imperatore Alessandro, che ne
comprese in pieno l’importanza e decise di pubblicarne per quanto possibile un
facsimile, in modo da mostrare correttamente l’antica scrittura a mano.
L’intero codice consiste di 346 fogli e mezzo. Di questi, 199 appartengono al
Vecchio Testamento e 147 e mezzo al Nuovo, con due documenti antichi chiamati la
Lettera di Barnaba e Il Pastore di Hermas. I libri del Nuovo Testamento erano
così: I quattro Vangeli, Le Lettere di Paolo, gli Atti degli Apostoli, le
Lettere Cattoliche, l’Apocalisse di Giovanni.
Tischendorf segnalò che questo codice era stato scritto nel quarto secolo ed è
pertanto di circa la stessa epoca del Codice Vaticano; ma mentre quest’ultimo
manca della maggior parte di Matteo e inoltre di vari fogli qua e là, il
Sinaitico è l’unica copia completa del Nuovo Testamento in caratteri onciali.
Pertanto è la più vecchia copia esistente del manoscritto del Nuovo Testamento.
Sia il Vaticano che i Codici del Sinai probabilmente furono scritti in Egitto.
(vedi l’articolo sul Vaticano, sotto)
(Easton Illustrated Dictionary)
Siriaco
Informazioni particolareggiate
Siriaco (2 Re 18:26; Ezra 4:7; Dan. 2:4), più correttamente reso "aramaico" ,
includendo sia il Siriaco che le lingue caldee. Nel Nuovo Testamento ci sono
parecchie parole Siriache, quali "Eloi, Eloi, lama sabachthani?"(Marco 15:34;
Matteo 27:46 – ispira l’epressione ebrea, "Eli, il Eli"), "Raca"(Matteo 5:22),
"Ephphatha " (Marco 7:34), " Maran-atha " (1 Cor. 16:22).
Una versione siriaca del Vecchio Testamento, contenente tutti i libri canonici,
con alcuni libri apocrifi (chiamati la Pescitta, cioè, traduzione semplice e non
una parafrasi), fu primitivamente fatta nel secondo secolo ed è quindi la prima
traduzione cristiana del Vecchio Testamento. Questa venne fatta direttamente
dall’originale e non dalla versione dei LXX. Il Nuovo Testamento fu tradotto
anche dal Greco in Siriaco all’incirca nella stessa epoca. E’ degno di nota che
questa versione non contiene la seconda e terza Lettera di Giovanni, due di
Pietro e Giuda e l’Apocalisse. Queste, tuttavia, furono successivamente tradotte
e sistemate all’interno della versione. (vedi l’articolo sulla versione, sopra)
Codice Vaticano
Informazioni particolareggiate
Si dice che il Codice Vaticano sia il più vecchio manoscritto esistente in
pergamena. Questo ed il Codice Sinaitico sono i due più vecchi manoscritti
onciali. Probabilmente furono scritti nel quarto secolo. Il Vaticano fu
sistemato nella Biblioteca Vaticana a Roma da Papa Nicola V nel 1448, e la
relativa storia che lo accompagnava è sconosciuta.
Originalmente consisteva con tutta probabilità in una copia completa della
Bibbia dei Settanta e del Nuovo Testamento. Attualmente è incompleto e consiste
in 759 sottili, fragili fogli, di cui il Nuovo Testamento ne rappresenta 142.
Come il Sinaitico, è il più grande strumento per gli studiosi biblici
nell’aiutare alla formazione di un testo corretto del Nuovo Testamento. E’
riferito dai critici come Codice B.
(Easton Illustrated Dictionary)
Il Primo Canone del Nuovo Testamento
La seguente tabella indica quale libri del Nuovo Testamento furono inclusi in un
certo numero di prime versioni, compresi alcuni dei manoscritti discussi sopra.
Vedere la legenda in basso per le descrizioni di quello che le lettere indicano.

      .Marzo
      cion
      c.140 Aeus
      di Iren-
      130-202 Vecchio
      Latino
      150-70 Murat-
      orian
      c.170 Tertull
      .
      150-220 Vecchio
      Syriac
      200 Origen
      .
      185-254 Lytus
      di Hippo-
      200-25 Bius
      di Euse-
      325-40 Codice
      Vatic
      325-50 Codice
      Sinai
      325-425 Athan
      asius
      367 Amphi
      locius
      380 Itta
      di Pesh-
      375-400 Cart-
      hage3
      c.397 Codice
      Alex
      425-75
      Matthew oiiiiiiiiiiiiiii
      Contrassegno oiiiiiiiiiiiiiii
      Luke iiiiiiiiiiiiiiii
      John oiiiiiiiiiiiiiii
      Si comporta oiiiiiiiiiiiiiii

      Romans iiiiiiiiiiiiiiii
      1 cuore iiiiiiiiiiiiiiii
      cuore 2 iiiiiiiiiiiiiiii
      Galat iiiiiiiiiiiiiiii
      Ephes iiiiiiiiiiiiiiii
      Philip iiiiiiiiiiiiiiii
      Coloss iiiiiiiiiiiiiiii
      1 Thess iiiiiiiiiiiiiiii
      2 Thess iiiiiiiiiiiiiiii
      1 Tim oiiiiiiiim.iiiiii
      2 Tim oiiiiiiiim.iiiiii
      Titus oiiiiiiiim.iiiiii
      Philem iiiiiiioiiiioiii

      Ebraico oooooidoiiiioiii
      James oooooidodm.iioiii
      1Peter oiooiiiiim.iioiii
      2Peteroooooooodm.iiioi
i
      1Johnoiiiiiooim.iiiiii
      2Johnoiiioododm.iiioii
      3Johnooiooododm.iiioii
      Giudaooiiiododm.iiioii
      Reveloiiiioiiim.iiioii

      Hermasoiooooiorm.iooooo
      Barnabasooooooiorm.iooooo
      Didacheooooooiorm.oooooo
      ApocPetoooiooooom.oooooo
      Çlement ooooooooom.oooooi
      2Çlement ooooooooom.oooooi

i=included / incluso(Canonicità definitivamente accettata)
o=omitted / omesso (Canonicità contestata o negata)
m=missing / perso (il Codice omette le Pastorali e finisce con Heb. 9:13)
d=disputed/ discusso (Canonicità definita dubbia)
r=rejected/ scartato (Canonicità specificamente negata)
Note:
  Marcione
  Marcione era un eretico di Roma. Egli credeva che la Chiesa dovesse eliminare
  tutti i riferimenti del Vecchio Testamento al Dio-Creatore. Di conseguenza,
  propose di respingere l’intero Vecchio Testamento così come qualsiasi cosa nel
  Nuovo Testamento gli sembrasse contaminata dal giudaismo. Per questo eliminò
  tutto tranne una versione stampata di Luca (scritta dal Gentile Luca) e dieci
  delle Epistole Paoline. La lista di Marcione non era allora ufficialmente la
  posizione della Chiesa, ma una variante intenzionale da essa. In realtà i suoi
  sforzi miravano ad ispirare l’ortodossia ecclesiastica ad accelerare la
  propria istituzione del vero Canone del Nuovo Testamento.
  Frammento di Muratori
  Il Cardinal Muratori per primo pubblicò (nel 1740) una lista basata su un
  documento che aveva studiato e che proveniva dai dintorni di Roma. L’inizio
  del documento originale è mutilato, ma con ogni evidenza includeva Matteo e
  Marco poiché si riferisce a Luca come al terzo Vangelo. Includeva l’Apocalisse
  di Pietro (un libro che più tardi venne dichiarato essere non Canonico) e
  accenna al Pastore di Hermas come degno di essere letto in chiesa ma non di
  essere incluso fra le scritture profetiche o apostoliche.
  Il Vangelo
  Sembra che i quattro Vangeli siano stati uniti molto presto, probabilmente
  dopo la scrittura del Vangelo secondo Giovanni. La quadruplice collezione
  originalmente era conosciuta come "Il Vangelo" (singolare) e così sembra
  essere dove fu deciso "secondo il sistema corrente". Questa raccolta prese il
  nome dalla parola greca Evangelion.
  Taziano
  Attorno al 170 d.C. un assiro-cristiano (a quanto pare a Roma) chiamato
  Taziano mise insieme il quadruplice Vangelo in un racconto, "Armonia narrativa
  dei Vangeli". Questa era la forma favorita dei Vangeli nella chiesa assira ed
  era allora abbastanza distinta dai quattro Vangeli della vecchia versione
  Siriaca ugualmente esistente a quel tempo. L’Armonia di Taziano è conosciuta
  solitamente come il Diatessaron e si pensa che il suo linguaggio originale
  probabilmente era greco, ma successivamente reso in forma Siriaca dagli
  assiro-cristiani.
  Luca
  Quando i quattro Vangeli furono raccolti insieme in un’opera combinata, i due
  contributi di Luca (Luca e gli Atti) vennero in questo modo separati. Sembra
  che così furono introdotte leggere modifiche al testo nella parte finale di
  Luca e all’inizio degli Atti (Luca 24:51 e Atti 1:2). Alcuni studiosi si sono
  occupati di apparenti contraddizioni esistenti in questi due libri per quanto
  riguarda l’Ascensione, di cui quest’aggiustamento sarebbe stato responsabile.
  Corpus Paulinum
  All’incirca nella stessa epoca in cui fu raccolto insieme il quadruplice
  Vangelo, venne riunito il gruppo delle scritture di Paolo. Fu indicato con la
  parola greca Apostolos. Inizialmente detta raccolta includeva solo "Le Lettere
  a…" ma Ebrei e Atti vennero presto messi insieme a questa.
  Origene
  Origene citava un certo numero di Libri oggetto di discussione da parte di
  alcuni: Ebrei, Pietro 2, Giovanni 2, Giovanni 3, Giacomo, Giuda, l’Epistola di
  Barnaba, Il pastore di Hermas, la Didache e il "Vangelo secondo gli Ebrei".
  (quest’ultimo somigliava notevolmente a Matteo ed esisteva all’interno di una
  setta chiamata Ebioniti in Egitto e Transgiordania. Gerolamo più tardi lo
  identificò nel "Vangelo del Nazareno"). Non è chiaro se a tale proposito
  Gerolamo fu corretto.
  Attanasio
  Nel 367 d.C. Attanasio sembra essere stato il primo a stabilire il particolare
  Canone del Nuovo Testamento in 27 libri che venne largamente accettato e che
  tutt’oggi seguiamo.
  Chiesa Orientale
  Avvenne intorno al 508 d.C. che Pietro 2, Giovanni 2, Giovanni 3, Giuda e la
  Rivelazione furono inclusi in una versione della Bibbia Siriaca, aggiungendosi
  agli iniziali 22, per poi corrispondere agli stessi 27 libri del Canone del
  Nuovo Testamento occidentale.
  Ippona (393) e Cartagine (397)
  Questi furono i primi due Concili ecclesiastici tenuti appositamente per
  classificare i Libri Canonici. Entrambi avvennero in Africa del nord. Non
  imposero alcuna "nuova" lista ai Cristiani ma piuttosto codificarono il Canone
  già generalmente ammesso.

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